Imballaggi compostabili: il Decreto Legge 143/2026 introduce nuovi obblighi

È entrato in vigore l’8 agosto 2026 il Decreto Legge n. 143 del 7 agosto 2026, recante disposizioni urgenti in materia di obbligo di compostabilità per determinate tipologie di imballaggi. Il decreto si inserisce nel quadro del Regolamento UE 2025/40 (PPWR), che consente agli Stati membri di adottare, in deroga agli obblighi generali di riciclabilità, una disciplina nazionale sulla compostabilità per specifiche categorie di imballaggi, a condizione che siano presenti adeguati sistemi di raccolta e trattamento della frazione organica.

Quali imballaggi sono interessati
A partire dall’entrata in vigore del decreto, i seguenti imballaggi possono essere immessi per la prima volta sul mercato nazionale solo se certificati da organismi accreditati come biodegradabili e compostabili, in conformità alla norma UNI EN 13432 o a standard equivalenti riconosciuti a livello europeo:

– imballaggi di plastica monouso per il confezionamento di prodotti ortofrutticoli freschi preconfezionati sotto 1,5 kg;

– imballaggi di plastica monouso di alimenti e bevande riempiti, destinati al consumo nei locali di alberghi, ristoranti e catering;

– imballaggi di plastica monouso per porzioni individuali di condimenti (conserve, salse, panna da caffè, zucchero) nel settore alberghiero, ristorazione e catering, con alcune eccezioni, come ad esempio gli imballaggi forniti con alimenti pronti da asporto per il consumo immediato, o quelli necessari in strutture sanitarie con requisiti medici di cura individuale;

– imballaggi flessibili monouso per cosmetici e prodotti per l’igiene nel settore ricettivo, destinati a una singola prenotazione e smaltiti prima dell’arrivo dell’ospite successivo (es. amenities alberghiere).

Restano fermi, in ogni caso, gli obblighi previsti dalla normativa sui materiali a contatto con gli alimenti (MOCA) e il divieto di immissione sul mercato dei prodotti in plastica monouso già vietati dal D. Lgs. 196/2021, così come il divieto sulla plastica oxo-degradabile.

Le sanzioni
Il decreto introduce anche un nuovo regime sanzionatorio (art. 261, comma 4-quinquies del Codice dell’Ambiente): la violazione dell’obbligo di compostabilità — anche tramite dichiarazioni di conformità ingannevoli o elusive — sarà punita con una sanzione amministrativa da 2.500 a 25.000 euro, che può arrivare fino al quadruplo del massimo se i quantitativi coinvolti superano il 10% del fatturato del trasgressore.

Attenzione: il regime sanzionatorio si applicherà solo a partire dal 1° gennaio 2030, mentre l’obbligo di compostabilità è già in vigore dall’8 agosto 2026.

Cosa significa per le imprese
Le attività del settore alberghiero, della ristorazione, del catering e della vendita di prodotti ortofrutticoli preconfezionati dovranno verificare, insieme ai propri fornitori, che gli imballaggi rientranti nelle categorie sopra indicate siano già certificati come compostabili secondo lo standard UNI EN 13432, in vista anche dell’entrata a regime del sistema sanzionatorio nel 2030.

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