Imballaggi, sì al deposito cauzionale, ma senza costi per le piccole imprese

CNA, Confartigianato e Casartigiani condividono gli obiettivi ambientali del sistema di deposito cauzionale per i contenitori monouso, ma chiedono che la sua introduzione non comporti nuovi costi, obblighi sproporzionati e aggravi burocratici per le micro e piccole imprese. È quanto hanno sottolineato le tre Confederazioni nell’audizione presso la Commissione Ambiente della Camera sulle proposte di legge per l’istituzione di un sistema nazionale di deposito cauzionale e restituzione dei contenitori per bevande.

Il sistema può contribuire a ridurre la dispersione dei rifiuti, migliorare il decoro urbano e favorire il recupero di materie prime seconde di qualità. Dovrà però tenere conto delle caratteristiche del tessuto produttivo italiano, composto in larga parte da imprese di piccole dimensioni.

Commercio di prossimità, pubblici esercizi, ristorazione, strutture ricettive e imprese agroalimentari saranno coinvolti nella raccolta, restituzione e custodia dei contenitori. Attività che richiedono spazi, personale e investimenti, i cui costi dovranno essere integralmente coperti dal sistema.

Le Confederazioni chiedono quindi obblighi graduati in base alle dimensioni aziendali, agli spazi disponibili, alla capacità logistica e alle specificità territoriali, con particolare attenzione ai centri storici, ai piccoli borghi, alle aree montane e alle località turistiche.

Positiva la soglia di 200 metri quadrati, al di sotto della quale l’adesione dei punti vendita resterebbe volontaria. Dove non siano presenti strutture sopra tale limite, potranno essere previsti punti di raccolta collettivi, sistemi itineranti o soluzioni coordinate con gli enti locali.

Il nuovo meccanismo dovrà inoltre integrarsi con la raccolta differenziata esistente, evitando duplicazioni e aumenti indiretti dei costi per imprese e cittadini. Necessario anche il coinvolgimento stabile delle organizzazioni delle piccole imprese nella governance e nel monitoraggio del sistema.

“Con regole proporzionate, compensazioni adeguate e procedure semplici, il deposito cauzionale potrà diventare una leva di innovazione ambientale e competitività territoriale. In caso contrario, rischierebbe di trasformarsi nell’ennesimo costo scaricato sulle piccole imprese”.

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