Venerdì 27 febbraio 2026, nella Sala Maria Ida Viglino di Palazzo regionale di Aosta, istituzioni, esperti e operatori dei settori agricolo, agroalimentare e forestale della Valle d’Aosta si sono riuniti per analizzare i risultati degli Stati generali dell’agricoltura alpina, svoltisi lo scorso ottobre. L’incontro, aperto al pubblico, si inserisce nel percorso del progetto AGRI28, dedicato alla costruzione condivisa della nuova programmazione europea 2028-2034 a sostegno del settore agricolo valdostano.
La fotografia emersa conferma la specificità del modello agricolo valdostano: un sistema basato su piccole e medie aziende familiari, capace di esprimere grande flessibilità e multifunzionalità. Tuttavia, la sua sostenibilità richiede interventi mirati per ridurre la pressione burocratica, ritenuta uno dei principali ostacoli al consolidamento delle imprese di montagna.
Gli Stati generali, organizzati a pochi mesi dalla pubblicazione delle prime proposte della Commissione europea per la PAC 2028-2034, hanno permesso di raccogliere dati aggiornati e di avviare un confronto sulle prospettive future, definendo le priorità condivise con gli operatori.
I tavoli tematici organizzati in coda all’evento di ottobre hanno approfondito quattro temi chiave:
- L’impresa familiare, pilastro dell’agricoltura alpina;
- La qualità, elemento distintivo delle produzioni valdostane;
- Il rapporto tra agricoltura e turismo, una filiera di valore che contribuisce all’attrattività del territorio;
- L’innovazione, considerata strategica per garantire competitività e resilienza.
Durante l’incontro del 27 febbraio sono stati presentati e discussi i risultati di questo lavoro, al fine di individuare linee di azione concrete rispondenti ai fabbisogni emersi.
Nel corso della mattinata, introdotta dai saluti istituzionali del Presidente della Regione Renzo Testolin e dell’Assessora all’agricoltura e risorse naturali Speranza Girod, è emersa una visione chiara: il settore agricolo alpino dovrà affrontare sfide non locali ma strutturali, che richiedono alleanze politiche e tecniche tra territori simili.
Il messaggio conclusivo dell’incontro è chiaro: garantire dignità al lavoro agricolo, redditività alle aziende e qualità della vita in montagna è essenziale per mantenere vivo il presidio umano del territorio, da cui dipende anche l’attrattività turistica della regione.
L’agricoltura alpina attraversa una fase di trasformazione, ma grazie al dialogo tra istituzioni, ricerca e operatori, la Valle d’Aosta intende farsi trovare pronta di fronte alle sfide della nuova programmazione europea.