Una significativa ricaduta mediatica per le stime CNA sull’impatto della guerra in Iran sui prezzi dei carburanti. I dati elaborati dalla Confederazione – che indicano oltre 4,5 miliardi di euro di maggiori costi tra marzo e luglio rispetto ai livelli di febbraio – sono stati ampiamente ripresi da stampa, televisioni, radio e web.
Nel dettaglio, si registrano dieci passaggi televisivi nelle principali edizioni dei Tg nazionali (Tg1, Tg2, Tg5 e TgCom24,) oltre a un servizio nel corso della trasmissione di Rai1 “Unomattina”; nove articoli sui quotidiani nazionali e locali (QN, La Stampa, Il Messaggero, la Repubblica, Il Mattino, Il NordEst, La Nuova Sardegna; Gazzetta di Modena e Gazzetta di Mantova). A questi si aggiungono sei lanci di agenzie di stampa e un’ampia diffusione online, con numerosi siti web che hanno rilanciato le analisi CNA.
Particolare attenzione è stata dedicata anche all’andamento di luglio: nei primi 24 giorni il caro carburanti ha già comportato circa 850 milioni di euro di costi aggiuntivi, con la prospettiva di arrivare fino a 1,1 miliardi entro fine mese. Nel confronto con il 2025, l’aggravio sfiora 824 milioni di euro. La risonanza è stata alimentata anche dal dettaglio delle dinamiche dei prezzi: benzina e gasolio in forte crescita, con il diesel protagonista dell’impennata e responsabile di oltre l’80% dell’aggravio complessivo. Un elemento particolarmente rilevante, evidenziato da molti organi di informazione, per le ricadute dirette su trasporti, logistica, turismo e imprese.
L’ampia diffusione del comunicato conferma il ruolo della CNA come punto di riferimento nel dibattito economico nazionale, capace di portare all’attenzione pubblica dati concreti e analisi puntuali su fenomeni che colpiscono direttamente il tessuto delle piccole imprese e dell’artigianato.
(fonte www.cna.it)