Nuovi sviluppi sul fronte della campagna di richiamo relativa agli airbag Takata. Con una circolare del 5 agosto 2026, la Direzione Generale per la Motorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha reso noto di aver dato attuazione al decreto interdirigenziale n. 229 del 2 luglio 2026, che introduce un sistema di controllo per i veicoli coinvolti nei richiami Takata non ancora sottoposti alla sostituzione dell’airbag.

Il provvedimento prevede l’inserimento nell’Archivio Nazionale dei Veicoli di uno specifico blocco informatico, destinato a inibire i servizi di motorizzazione fino a quando non venga dimostrato il ripristino della piena funzionalità dell’airbag. Il Ministero conferma di aver già inserito l’ostativo per un primo lotto di telai comunicati dai costruttori.

Cosa cambia da subito e cosa cambierà a breve

Al momento il blocco non è ancora operativo in senso stretto: in attesa del completamento delle implementazioni informatiche necessarie, l’ostativo è configurato come “non bloccante” e ha quindi carattere puramente informativo. Non appena le implementazioni saranno completate, entro i termini previsti dall’articolo 3 del decreto, gli ostativi diventeranno bloccanti: da quel momento saranno inibite tutte le operazioni di motorizzazione per i veicoli interessati, comprese revisioni, immatricolazioni e trasferimenti di proprietà.

Le indicazioni operative restano quelle già diffuse con la precedente comunicazione del Ministero (nota prot. n. 21150 del 9 luglio 2026).

Alla luce di questo aggiornamento, CNA Valle d’Aosta invita le imprese del settore autoriparazione e gli automobilisti a non attendere l’attivazione del blocco: verificare per tempo, tramite il numero di telaio (VIN), se il proprio veicolo rientra tra quelli interessati dal richiamo e procedere alla sostituzione gratuita dell’airbag presso la rete ufficiale della casa automobilistica. In questo modo si evitano disagi futuri legati all’impossibilità di effettuare revisioni, immatricolazioni o passaggi di proprietà.

Per verificare se il proprio veicolo è coinvolto è possibile consultare il sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti o rivolgersi al proprio concessionario ufficiale.